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Una garanzia per gli associati.

Ad assicurare maggiore professionalità e per garanzia a tutti gli associati, LexUnit® ha previsto l’istituzione di un Fondo di Mutualità che ha lo scopo di garantire i soci che non si vedano corrisposti da altri, gli onorari e le spese sostenute per lo svolgimento dell’attività professionale prestata.

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Ricorda che...

Il socio inadempiente sarà direttamente responsabile nei confronti dell’Associazione, considerata alla stregua di “incaricato”. Ed infatti resta fermo il principio dettato dall’art. 30 del codice deontologico forense secondo il quale: “Salva diversa pattuizione, l’avvocato che scelga e incarichi direttamente altro collega di esercitare le funzioni di rappresentanza o assistenza deve provvedere a retribuirlo, ove non adempia la parte assistita."

Il principio è fondato, sotto il profilo normativo, sugli artt. 1719 e 2232 cod. civ., per cui il prestatore d’opera può valersi di sostituti e ausiliari sotto la propria direzione e responsabilità; sotto il profilo disciplinare, sul fatto che l’avvocato corrispondente, il quale riceve l’incarico da un collega, non ha la possibilità di sindacare le ragioni della lite o la solvibilità del cliente. Il rapporto si svolge essenzialmente con il dominus e a questi il corrispondente si affida per la corretta gestione della lite e per il conseguente pagamento del proprio compenso. In due soli casi il principio anzidetto può ritenersi derogato:

  • quando sia stata pattuita una diversa regolamentazione ed il dominus abbia escluso preventivamente la propria responsabilità;
  • quando il collega corrispondente sia stato scelto e incaricato direttamente dal cliente.

Ma anche a quest’ultimo riguardo bisogna bandire l’equivoco che tende a privilegiare il solo aspetto formale: quando pure, cioè, la delega sia stata formalmente conferita in modo disgiunto ad entrambi i difensori (e con l’elezione di domicilio presso il corrispondente), il rapporto sostanziale è quello che si instaura direttamente tra il dominus e il corrispondente, ed è pertanto al primo che spetta l’obbligo di garantire il pagamento del secondo.

Costante è la giurisprudenza forense nel senso di ritenere che qualora la scelta del procuratore domiciliatario sia dal cliente delegata al professionista di fiducia e da questi concretamente attuata, il professionista viene ad assumere la veste di ulteriore mandante, così da essere tenuto in solido con il cliente, al pagamento del compenso nei confronti del collega, in ossequio alle regole ordinarie in tema di mandato e di contratto d’opera intellettuale.

A tale obbligo l’avvocato delegante non sarà, invece, tenuto ove egli si sia limitato a fornire al cliente la mera indicazione del collega con il quale poi il cliente stesso abbia intrattenuto rapporti diretti (parere Cons. naz. Forense del 24 febbraio 2000, n. 29).

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